Scuola Zero Waste: soluzioni e consigli per su come eliminare sprechi e usa-e-getta in classe

In questo nuovo capitolo della nostra guida aperta a come vivere Zero Waste, ecco tutti i consigli e le soluzioni su come eliminare sprechi e rifiuti in classe, per una scuola Zero Waste.

Cancelleria Zero Waste

A scuola si usa tantissima cancelleria, spesso più di quanta non ne serva, oppure prodotta con materiali poco sostenibili. Per una scuola Zero Waste, quindi, optiamo innanzi tutto per penne e pennarelli che siano di materiali naturali, biodegradabili e possibilmente compostabili. Accertiamoci che le matite siano fatte di legno certificato, che provenga da fondi gestite in modo sostenibile. Usiamo solo carta riciclata, e assicuriamoci di utilizzare entrambi i lati di ogni foglio. Stampiamo e fotocopiamo solo se strettamente necessario.

Libri usati

I libri di scuola restano gli stessi per molti anni. Dunque perché acquistarne di nuovi, quando possiamo dare nuova vita a vecchi libri, acquistandoli usati? La compravendita dei testi scolastici di seconda mano si può svolgere sia all’interno degli istituti stessi, sia ai mercati dei libri usati. Oltre ad essere un risparmio per l’ambiente, saranno anche un risparmio per il portafoglio!

Questo comporta anche tenere con cura i propri libri in previsione di venderli una volta che non ci serviranno più, permettendo al loro valore di rimanere il più intatto possibile e per assicurarsi che durino a lungo negli anni.

Attività all’aperto

L’outdoor education è stata riconosciuta anche dal MIUR come un metodo d’insegnamento innovativo particolarmente benefico. A renderlo tale è il contatto con la natura che questo metodo implica, come anche il tipo di apprendimento più emotivo-esperenziale che consente di fare.

Portare le proprie lezioni negli spazi aperti della scuola, se non addirittura in natura, indipendentemente dalla materia insegnata, creerà grande beneficio alla classe, accrescendo le capacità di apprendimento degli studenti e rigenerando la connessione degli studenti alla natura.

Questa riconnessione, inoltre, sarà uno strumento preziosissimo per trasmettere alle nuove generazioni l’importanza di proteggere l’ambiente e prendersi cura del nostro pianeta. Ovviamente, qualora l’outdoor education fosse finalizzata anche a scoprire il funzionamento della natura stessa e le sue meraviglie, questo aiuterebbe ancora di più!

In ultimo, ma non meno importante, se la scuola dispone di un ampio giardino, instaurare un’area orto condivisa dove poter svolgere attività di orticoltura è una bellissima attività sostenibile, che insegnerà agli studenti la preziosità dell’autoproduzione, dei frutti della terra, dei cicli stagionali e del valore di quello che mangiamo. In generale, coltivare un orto permette di sviluppare moltissime competenze, anche pratiche, e tutte spiccatamente propedeutiche per il vivere sostenibile.

Porta ReFRESH nella tua scuola!

Vuoi potenziare l’outdoor education nella tua scuola? Vuoi insegnare ai tuoi studenti le pratiche Zero Waste, dell’autoproduzione, dell’orticoltura e dell’upcycling? Il nostro progetto per le scuole, ReFRESH, ha proprio questo obiettivo! Se vuoi portarlo nella tua scuola, scrivici subito a inspire.ecoparticipation@gmail.com

Borraccia: maestra dello Zero Waste!

Invece che mandare i nostri figli a scuola con una bottiglia d’acqua di plastica usa-e-getta, equipaggiamoli con una borraccia, che potrà comodamente riempire dal rubinetto.

Le bottiglie monouso, infatti, oltre ad essere anacronistiche, sono estremamente dannose per la salute di chi le usa. La borraccia, possibilmente d’acciaio, è la perfetta soluzione Zero Waste per consumare acqua e bevande di vario genere.

Per chi teme che l’acqua del rubinetto non faccia bene alla salute, ecco qualche informazione che forse può aiutarvi a fare chiarezza sul perché l’acqua del rubinetto è la nostra migliore opzione!

Per legge, l’acqua del rubinetto che arriva nelle nostre case, deve essere analizzata un minimo di 4 volte l’anno, numero che aumenta in base al volume di acqua distribuito ogni giorno e alle caratteristiche dell’acquedotto. L’acqua in bottiglia, invece, per legge viene controllata una volta all’anno da parte delle aziende imbottigliatrici stesse, che inviano al Ministero della Salute un’autocertificazione.

Le analisi dell’acqua del rubinetto in Italia sono svolte sia dalla società che gestisce l’acquedotto che dalle Asl, quindi da due soggetti indipendenti tra loro, che svolgono analisi su 67 parametri, più di quelli previsti per le acque in bottiglia.

Quindi è 4 volte più controllata, ma arriva a costare anche 1000 volte in meno.

Inoltre, il contenuto di sali e altre sostanze dell’acqua del rubinetto è adeguato alle nostre necessità di salute, costa molto poco, non si fa pubblicità, e ha un impatto ambientale ridotto.

Per quanto riguarda le acque imbottigliate, invece, molti dei parametri non hanno un limite stabilito dalla legge. Per questo, al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, se le minerali fossero valutate con gli stessi parametri stabiliti per l’acqua del rubinetto, alcune delle più comuni acque in bottiglia non verrebbero definite potabili.

Il sapore a volte non gradevole è dato dal cloro usato per disinfettarla: la soluzione sarà lasciarla arieggiare anche solo una 30ina di minuti e il gioco è fatto!

L’acqua del rubinetto è garantita fino al contatore, se sono le nostre tubature private a darci pensiero, un sistema di filtraggio dei rubinetti (che vedremo tra poco) sarà più che sufficiente. Il problema è il calcare? Anche qui i filtri del rubinetto funzionano davvero bene!

Ancora non vi abbiamo convinto? Le bottiglie di acqua in plastica (PET) rilasciano nell’acqua non solo particelle di microplastica, ma anche antimonio, un semimetallo utilizzato nella produzione del PET, tant’è che tracce di plastica sono state trovate nell’organismo e nella placenta umana. 

Se comunque vogliamo filtrarla ancora una volta, allora nel capito su cibo e alimentazione sostenibile della nostra Guida Zero Waste ci sono tutti i metodi di filtraggio che abbiamo a disposizione.

Merenda Zero Waste

Il momento della merenda può essere un tripudio di spechi e packaging, dunque accertiamoci di preparare una bella merenda Zero Waste. Ci possono essere varie soluzioni: frutta e verdura; fette di torta e panini fatti in casa e portati a scuola con l’ausilio di contenitori riutilizzabili o bee wraps; acquistare la merenda al bar della scuola (se ne dispone uno).

Una bella pratica da instaurare in classe può anche essere quella della merenda condivisa. A turno, ogni studente porta una merenda che può essere mangiata da tutti: un ciambellone, una pizza alla pala, oppure un cesto di frutta e verdura. Ognuno può quindi portare il suo piatto, bicchiere e tovagliolo riutilizzabile, e condividere in modo 100% Zero Waste il momento della ricreazione.

Mensa antispreco e Zero Waste

La mensa è sicuramente uno dei luoghi della scuola dove avvengono gli sprechi più grandi. Di certo, chi può davvero fare qualcosa in questo caso è il personale scolastico, decidendo di amministrarla in modo più sostenibile: cucinare porzioni più piccole e tarate sul reale consumo da parte de* bambin*;scegliendo cibo locale, stagionale e possibilmente sfuso; eliminando le stoviglie usa-e-getta; servendo l’acqua del rubinetto; utilizzando gli avanzi per cucinare nuovi piatti; facendo il compost con gli scarti organici.

Quello che bambin* e ragazz* possono fare dal canto loro è prendere solo quello che mangeranno veramente, così da eliminare gli sprechi e, qualora la mensa utilizzasse stoviglie usa-e-getta, portarsi da casa il proprio kit Zero Waste composto da borraccia, bicchiere, posate, piatto e tovagliolo.

Andiamo a scuola in modo sostenibile

Anche il modo in cui i nostr* figl* vanno a scuola o come ce li accompagniamo fa la differenza: prediligiamo mezzi di trasporto sostenibili (come ad esempio la bicicletta) oppure i trasporti pubblici, se non addirittura a piedi camminando.

Aboliamo i distributori automatici

Le scuole pullulano di questi mostri del monouso. Che si tratti del bicchierino di caffè con la stecchetta per girare lo zucchero (anche quando lo si prende amaro!), delle bottigliette di plastica per bevande di ogni genere, oppure dell’involucro dello snack di turno, i distributori automatici sono il tripudio dell’usa-e-getta e qui la soluzione Zero Waste è una soltanto: non utilizzarli.

Qualora siamo i dirigenti scolastici, abbiamo il grande potere di evitare di installare queste macchine, e magari offrire un’alternativa Zero Sprechi ai nostri studenti e dipendenti. 

Se proprio non possiamo esimerci dall’usare un distributore automatico di caffè, allora possiamo incoraggiare i nostri studenti e dipendenti a portare il loro bicchiere, la loro tazza e il loro cucchiaino, mettere a disposizione un luogo dove lavarli e asciugarli dopo l’uso, ed eliminare dalla macchinetta in questione bicchierino e bastoncino, lasciando solo l’erogazione delle bevande. In questo modo, non solo applicheremo una soluzione Zero Waste senza dover rinunciare alla macchinetta, ma sarà anche un ottimo spunto di riflessione e sensibilizzazione. 

Per quanto riguarda invece l’acqua, possiamo regalare borracce a studenti e dipendenti, e posizionare distributori d’acqua in giro per lo stabile, ma solo laddove l’acqua del lavandino non sia potabile. In tal caso, invitiamo tutti a riempire le loro nuovissime e bellissime borracce con quella, usandola sempre come un’opportunità per sensibilizzare e ispirare chi ci circonda a fare lo stesso. 

Se invece siamo gli studenti, i genitori o i dipendenti, possiamo chiedere ai nostri dirigenti scolastici di applicare le suddette norme, magari facendo squadra per avere maggiore incisività. Inoltre, possiamo scegliere di portare da casa le nostre bevande calde e i nostri snack in thermos e contenitori riutilizzabili. 

Non lasciamoci intimorire da reazioni negative: quando spieghiamo le nostre ragioni con i giusti toni e dati alla mano, le persone sono sempre ben disposte ad ascoltarci e venirci incontro.

La raccolta differenziata in classe

Se proprio non possiamo esimerci dal produrre un rifiuto, accertiamoci almeno che finisca nel giusto cestino, avviando una raccolta differenziata in classe, qualora già non ci fosse. In quest’ultimo caso, sproniamo la scuola a differenziare appropriatamente i rifiuti, così da abbattere l’impatto ambientale che avremo.

Arricchiamo la classe con delle piante

Riempire la propria classe, se non addirittura tutta la scuola, con piante che depurano l’aria e distendono il sistema nervoso è un ottimo modo per garantire il benessere di chi sta a scuola. Si tratta inoltre di un ottimo esercizio di cura e responsabilità per bambin* e ragazz*, che a turno potranno occuparsene, rafforzando le loro competenze più umane ed emotive.

Da dove iniziare per una scuola Zero Waste?

  1. Cancelleria Zero Waste
  2. Merenda e mensa Zero Waste
  3. Piante in classe e a scuola
  4. Andare a scuola in modo sostenibile

Ti viene in mente un consiglio o una soluzione Zero Waste che non hai trovato tra queste? Scrivici! Saremo felicissime di aggiungerla alla lista e ispirare sempre più persone.

Continua ad esplorare la nostra guida a come vivere in modo sostenibile e Zero Waste, visita gli altri capitoli:

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