Vivere Zero Waste praticando la consapevolezza

Vivere Zero Waste, ovvero adottare comportamenti che portino a non produrre sprechi o rifiuti usa-e-getta, significa vivere con consapevolezza. Significa per esempio valutare, allʼatto di acquisto, se e come lʼoggetto che stiamo comprando è riutilizzabile, o se almeno è riciclabile e, più in generale, se è strettamente necessario; verificare che impatto ha avuto la sua produzione sullʼambiente, e che impatto avrà il suo smaltimento. Significa domandarci se esistono alternative più sostenibili, o se possiamo persino farne a meno; chiederci se acquistiamo per noia o per pigrizia; insomma, sapere se stiamo o no inquinando attivamente il Pianeta. Come possiamo però portare consapevolezza nella nostra vita e accostarci sempre di più ad uno stile di vita Zero Waste? Uno dei modi più comuni e, a parer mio, semplici, è iniziare la pratica della meditazione. Meditare significa infatti praticare la consapevolezza. Può sembrare una cosa difficile, che ci toglie tempo, che dobbiamo imparare a fare: ma non è così. È facilissimo iniziare. Bastano pochi minuti al giorno. E soprattutto tutti sappiamo già farlo. Lo facciamo per esempio quando compiamo lavori manuali, quando ascoltiamo il rumore del mare o del vento, e tutte quelle volte in cui siamo presenti con il corpo e con la mente in una determinata situazione. Non è necessario meditare seduti in silenzio. Possiamo farlo in ogni momento: perché in ogni momento possiamo praticare la nostra presenza. Vediamo quindi come lasciare andare le abitudini nocive per abbracciare nuovi modi di vivere, più sani per noi e per gli altri, contrastando con azioni consapevoli le re-azioni abitudinarie e quotidiane. La pratica che vi propongo è una delle più comuni, usata in diverse discipline, correnti e forme, e che appartiene tra le altre cose ai Sutra, ossia gli insegnamenti del Buddha: Anapanasati, la presenza mentale del respiro. Nell’Anapanasati, ci dedichiamo ad ascoltare lʼaria che entra e che esce dal corpo. Lo possiamo fare seduti su un cuscino, su una sedia, ma anche in piedi alla fermata dellʼautobus, mentre ci laviamo i denti o rifacciamo il letto. Semplicemente ascoltiamo ciò che cʼè.  E quando un pensiero, un rumore o una sensazione fisica ci distraggono, ed è normale che accada, ci ricordiamo di tornare in ascolto, ci ricordiamo di essere presenti. Pensiamo: “Inspirando, so che sto inspirando. Espirando, so che sto espirando”. Portare consapevolezza al respiro significa celebrare il nostro essere nel momento che viviamo, nel qui ed ora. E quando lo facciamo iniziamo a vivere consapevolmente. Solo la pratica della consapevolezza ci permette di essere davvero liberi di scegliere come vivere. E, se possiamo scegliere, scegliamo allora di vivere nel rispetto dellʼecosistema: scegliamo di vivere Zero Waste. di Claudia Esposito

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